martedì 27 settembre 2016

Lazio-Empoli 2-0


Lazio-Empoli 2-0
LAZIO (3-5-2): Strakosha; Wallace, de Vrij, Radu; Felipe Anderson (84' Lombardi), Parolo, Biglia (9' Cataldi), Milinkovic, Lulic; Immobile, Keita (65' Lukaku).
A disp. Vargic, Patric, Hoedt, Prce, Murgia, Leitner, Luis Alberto, Djordjevic, Kishna.
All. Simone Inzaghi
EMPOLI (4-3-1-2): Skorupski; Zambelli, Bellusci, Barba (33' Cosic), Pasqual; Tello (58' Marilungo), Mauri, Croce; Saponara; Gilardino (77' Mchedlidze), Pucciarelli.
A disp. Pelagotti, Di Marco, Pereira, Veseli, Dioussè, Pereira, Buchel, Krunic, Maiello, Maccarone.
All. Giovanni Martusciello
Arbitro: Fabbri (sez. Ravenna). Ass.: Peretti-Valeriani. IV: Meli. Add.: Rizzoli-Serra.
NOTE. Ammoniti: 11' Zambelli (E), 35' Felipe Anderson (L), 58' Pasqual (E), 73' Cataldi (L)
Marcatori: 29' Keita (L), 90' Lulic (L)






venerdì 23 settembre 2016

Vedrò mai la Lazio vincere a Milano?!!! Esordio per Strakosha.

Una maledizione infinita che non sembra aver fine è quella abbattutasi sulla Lazio nel lontano 1989; da quell'autorete di Maldini che portò i biancocelesti alla vittoria in casa rossonera in campionato, la quinta della nostra storia ultracentenaria. Per il 25° anno consecutivo la Lazio non riesce a sbancare Milano e probabilmente mai come quest'anno la colpa principale ricade sull'allenatore. Inzaghi ha fin da subito mostrato di modellare la sua squadra in base alla formazione avversaria ed in questo caso non gli è riuscito troppo bene. Innanzitutto non è comprensibile l'ammirazione che Inzaghi prova per Djordjevic visto che da quando siede sulla panchina biancoceleste il serbo ha siglato appena un gol. In seconda battuta non si può lasciare in panchina sempre Keita e saltuariamente anche Anderson visto che con la partenza di Candreva e la scarsezza di Kishna sono le uniche due ali che abbiamo; inoltre non si deve chiedere ad Anderson di fare l'esterno basso altrimenti si snaturalizza il suo ruolo e di conseguenza il suo gioco. Vorrei vedere una formazione diversa da questa già dal match contro l'Empoli. Sul reparto difensivo ho poco da dire, la Lazio ha retto bene e l'unico tasto dolente è quel ridicolo fallo di mano commesso da Radu, mentre al centrocampo rivolgo qualche critica: sicuramente male Parolo autore dell'errore che ha portato al gol di Bacca, ma male anche Cataldi che ha confermato quanto detto contro il Pescara ovvero che non è un regista in quanto verticalizza una volta ogni diciassette minuti. Infine bisogna criticare ferocemente la società sulla questione portieri, è inamissibile che al primo infortunio di Marchetti sia costretto a subentrare il terzo portiere, riserva di Terracciano a Salerno il che è tutto dire, dato che Vargic non è neanche preso in considerazione in quanto non al livello della Serie A. Cose assurde. Sul primo tempo bisogna dire che fino al gol di Bacca sicuramente la Lazio era stata più propositiva con il piazzato di Djordjevic dal limite dell'area bloccato da Donnarumma e con il colpo di testa di Milinkovic anch'esso parato senza troppe difficoltà. Al 37° Parolo fa la frittata favorendo Kucka che serve Bacca tutto solo davanti a Strakosha e da lì il colombiano non può sbagliare. Gli ultimi tre minuti del primo tempo sono di vero delirio con il portiere albanese che prima rischia un folle autogol sul tiro dalla distanza di Bonaventura e poi compie un miracolo casuale sul colpo di tacco involontario di Bastos con il pericolo che viene sventato dal salvataggio di Basta. Durante l'intervallo Inzaghi inserisce Keita ed Anderson al posto di Bastos e Djordjevic, ma la musica non cambia visto che il brasiliano è costretto a fare il terzino e il senegalese non riceve il supporto dei compagni. Il secondo tempo è quasi una formalità per il Milan che sfiora il raddoppio con Niang al 55° divorandosi un gol clamoroso e che resiste senza troppa fatica alle sortite offensive di Keita e Anderson sicuramente i migliori della Lazio. Il colpo del KO arriva al 74° con il rigore causato da Radu e la trasformazione dello stesso Niang. Un minuto dopo il gol del raddoppio arriva l'esordio assoluto in serie A per Luis Alberto che fa il suo ingresso in campo al posto di Cataldi. All'ultimo minuto Immobile si divora un gol di testa a porta vuota, ma è un gol che avrebbe fatto comodo solo per le schedine. La Lazio esce per il venticinquesimo anno di fila a testa bassa dallo Stadio San Siro di Milano e deve assolutamente prepararsi al meglio per la sfida di domenica contro un Empoli in crisi nera.
















Milan-Lazio 2-0


Milan-Lazio 2-0
MILAN (4-3-3): Donnarumma; Calabria, Paletta, Romagnoli, De Sciglio; Kucka, Montolivo, Bonaventura (82' Honda); Suso (68' Locatelli), Bacca (88' Gomez), Niang.
A disp. Gabriel, Plizzari, Ely, Vangioni, Abate, Sosa, Pasalic, Poli, Luiz Adriano, Lapadula.
All. Vincenzo Montella
LAZIO (3-5-2): Strakosha; Bastos (46' Keita), de Vrij, Radu; Basta, Parolo, Cataldi (77' Luis Alberto), Milinkovic, Lulic; Djordjevic (46' Felipe Anderson), Immobile.
A disp. Marchetti, Vargic, Hoedt, Wallace, Patric, Lukaku, Murgia, Leitner, Lombardi.
All. Simone Inzaghi 
Arbitro: Massa (sez. Imperia). Ass.: Posado-Di Fiore. IV: Vivenzi. Add.: Celi-Aureliano
NOTE. Ammoniti: 45+1' Bastos (L), 59' Cataldi (L), 62' Calabria (M), 73' Radu (L), 75' de Vrij (L)
Marcatori: 37' Bacca (M), 74' rig. Niang (M)




martedì 20 settembre 2016

Inzaghi cambia modulo e torna alla vittoria!!! Keita spacca in due la partita.

L'esperimento di Mister Inzaghi dà i suoi frutti e porta la Lazio a quota sette punti in classifica grazie alle reti di Milinkovic-Savic, Radu ed Immobile. Il 3-5-2 con Bastos, De Vrij e Radu dietro a Milinkovic, Cataldi e Parolo e con Anderson e Lulic come tornanti a supporto di Djordjevic ed Immobile ha fornito un buon gioco difensivo ed un mediocre gioco offensivo nei primi 45 minuti a mio avviso per colpa della coppia Djordjevic ed Immobile, ma nella ripresa con l'ingresso di Keita la partita ha assunto tutto un altro connotato che ha portato la Lazio per tre volte in gol. A questo punto sembra proprio inopinabile che il miglior acquisto estivo sia proprio la pace fatta con Keita. Unica nota negativa del match l'intervento immotivato e fuori tempo di Bastos, autore comunque di un ottimo match, su Caprari che ha regalato un calcio di rigore agli abbruzzesi. Le colpe del Pescara sono molte, in particolare la squadra di Oddo ha mancato di cattiveria, quella che si era vista nel match contro l'Inter.
Fin da subito è la Lazio a sfiorare il gol con il colpo di testa di De Vrij su corner bloccato a terra da Bizzarri. Tra il 27° ed il 28° la Lazio sfiora il gol due volte: prima il mancino di Immobile è respinto da Bizzarri sul palo e subito dopo sul corner seguente lo stesso portiere salva su Milinkovic, ma poi non può nulla sul colpo di testa ravvicinato di Parolo, il quale sbaglia incredibilmente. Il Pescara è in bambola eppure ha un moto d'orgoglio ed ottiene il calcio di rigore calciato malamente sul fondo da Memushaj. Al 40° è ancora il Pescara a sfiorare il gol con una botta di Cristante respinta in tuffo da Marchetti. Poco prima del fischio finale Anderson, che è stato autore di un'ottima gara, calcia in porta in diagonale trovando la miracolosa respinta di Bizzarri. La ripresa inizia con gli stessi 22 e al 57° Djordjevic su illuminante assist di Lulic si divora un gol veramente semplice per un attaccante mancino confermando le sue scarse qualità offensive, così poco dopo Inzaghi lo richiama per inserire Keita. L'ingresso del senegalese suona la carica e a sei minuti dal suo ingresso la Lazio trova il vantaggio con lo stacco di testa imperioso di Milinkovic-Savic su servizio di Felipe Anderson. Neanche cinque minuti e la Lazio raddoppia con il colpo di testa di Radu sul corner di Cataldi, veramente abile nel calciarli nonostante la sua pochezza in catena di regia; per il romeno è il secondo gol in carriera contro il Pescara. Due minuti dopo esce un contrariato Felipe Anderson ed al suo posto entra Dusan Basta. Con il Pescara sbilanciato la Lazio ha ottime possibilità di ripartenza così a tredici dalla fine Keita parte da metacampo, scarta due avversari e serve al centro Ciro Immobile per il gol del definitivo 3 a 1. Prima del fischio finale resta da segnalare soltanto l'esordio di Murgia in Serie A all'86° al posto di Savic. Una Lazio esaltante ed esaltata batte il Pescara e si prospetta a cancellare lo storico record negativo in quel di Milano, ove ad aspettarci a San Siro ci sarà il Milan di Suso ed di Bacca.
















Lazio-Pescara 3-0


Lazio-Pescara 3-0
LAZIO (3-5-2): Marchetti; Bastos, de Vrij, Radu; Felipe Anderson (73' Basta), Parolo, Cataldi, Milinkovic (81' Murgia), Lulic; Immobile, Djordjevic (60' Keita).
A disp. Strakosha, Vargic, Wallace, Hoedt, Patric, Lukaku, Leitner, Luis Alberto, Lombardi.
All. Simone Inzaghi
PESCARA (4-3-2-1): Bizzarri; Zampano, Campagnaro, Gyomber (49' Fornasier), Biraghi; Memushaj, Brugman, Cristante (74' Mitrita); Verre, Benali (46' Manaj); Caprari.
A disp. Fiorillo, Pigliacelli, Crescenzi, Vitturini, Zuparic, Aquilani, Bruno, Pepe.
All. Massimo Oddo
Arbitro: Maresca (sez. Napoli). Ass.: La Rocca-De Meo. IV: Marzaloni. Add.: Rocchi-Pezzuto
NOTE. Ammoniti: 16' Campagnaro (P), 28' Verre (P), 34' Bastos (L), 48' Radu (L)

Recupero: 1' pt; 5' st.
Marcatori: 67' Milinkovic (L), 72' Radu (L), 76' Immobile (L)




 

lunedì 12 settembre 2016

Prestazione indecorosa!!! Primo pareggio dell'era Inzaghi.

Una vittoria, una sconfitta ed un pareggio è la formula laziale delle prime tre giornate della Serie A 2016-2017. Simone Inzaghi conosce il primo pareggio della sua gestione e la prestazione del suo team è più che mai soggetta a forti critiche, data la pochezza offensiva espressa domenica pomeriggio. La cessione di Candreva pesa tantissimo sulle spalle della Lazio, credo sia evidente anche per i più scettici, che deve affidarsi a Kishna, giocatore che continua a giocare malissimo, e a Felipe Anderson, sempre più lontano dai fasti passati, motivi per i quali urge la riappacificazione, che sembra essere stata raggiunta, con Keita, il quale deve essere titolare fisso e inamovibile. Sbagliate, oltre alle prestazioni delle due ali e di Lulic, sono state le scelte di Inzaghi, difatti il mister avrebbe dovuto schierare dall'inizio Keita al posto dell'olandese e Milinkovic-Savic al posto del bosniaco se non altro perché il loro apporto alla fase offensiva laziale è evidente (su 5 gol totali dei biancocelesti 1 assist di Keita, 1 assist di Savic e altri due gol provocati dallo stesso serbo). Il Chievo dalla sua ha il merito di difendere con esperienza vista anche la veneranda età del suo reparto difensivo e di arginare Biglia, fulcro del gioco biancoceleste. Questo è il motivo per cui il primo tempo è noioso quanto la messa domenicale la cui quiete viene interrotta dal colpo di testa di Cacciatore respinto da Marchetti con una parata più per i fotografi che di vera necessità. La ripresa comincia e sembra avere tutt'altro andazzo a dispetto del primo tempo con il botta e risposta Gamberini-De Vrij tra il 51° e il 55°, quando al gol del difensore italiano risponde il difensore olandese su sponda di testa di Keita, subentrato a Kishna al 52°. Al 66° Inzaghi inserisce anche Milinkovic-Savic al posto di Lulic.  La Lazio dimostra di soffrire pericolosamente sui calci piazzati così ne approfitta nuovamente Gamberini che chiama Marchetti alla parata sotto la traversa al 63°. Tra il 74° e il 79° la Lazio ha ben tre occasioni, seppur non colossali, con due tiri dalla distanza di Parolo e di Savic, spentisi sul fondo, e con il mancino di Keita, bloccato da Sorrentino. Prima del fischio finale c'è ancora tempo per l'inutile ingresso in campo di Djordjevic al posto di Parolo, con cui Inzaghi dimostra di tentare il tutto per tutto, e il colpo di testa troppo schiacciato di Bostjan Cesar, che non spaventa i tifosi biancocelesti. Con un solo punto in tasca la Lazio esce dal Bentegodi in cui non vince dalla stagione 2013-2014, ove furono proprio un gol di Keita e di Candreva a dare la vittoria ai biancocelesti, è forse un caso? Ad ogni modo speriamo di ripartire già dal match di Pescara e di rivedere magari qualche sprazzo di Anderson e la titolarità di Keita e di Savic, cosicché Immobile non sia costretto a predicare continuamente nel deserto.
















Chievoverona-Lazio 1-1


Chievoverona-Lazio 1-1
CHIEVO VERONA (4-3-1-2): Sorrentino; Cacciatore, Dainelli, Gamberini (80' Cesar), Gobbi; Castro, Radovanovic, Hetemaj; Birsa (77' De Guzman); Pellissier (70' Inglese), Meggiorini.
A disp. Seculin, Confente, Spolli, Rigoni, Izco, Frey, Bastien, Parigini, Floro Flores.
All. Rolando Maran
LAZIO (4-3-3): Marchetti; Basta, de Vrij, Bastos, Radu; Parolo (88' Djordjevic), Biglia, Lulic (66' Milinkovic); Felipe Anderson, Immobile, Kishna (52' Keita).
A disp. Vargic, Strakosha, Hoedt, Wallace, Patric, Lukaku, Murgia, Cataldi, Lombardi.
All. Simone Inzaghi
Arbitro: Orsato (sez. Schio).
Ass.: Tasso-Tolfo. IV: Meli.
Add.: Maresca-Ros
Ammoniti: 54' Hetemaj (C), 60' Parolo (L), 68' Milinkovic (L), 87' Basta (L), 92' Cesar (C), 93' Felipe Anderson (L), 95' Radu (L) Recupero: 3' pt; 5' st.
Marcatori: 52' Gamberini (C), 55' de Vrij (L)





giovedì 8 settembre 2016

Concluso il calciomercato!!! Analizziamo l'operato di Tare e Lotito.

Il calciomercato 2016 passerà alla storia come il più oneroso dell'era Lotito con ben 35 milioni spesi, ovviamente non di tasca del gestore date le cessioni di Onazi e Candreva fatturanti 25,5 milioni complessivi e i mancati rinnovi di Klose, Mauri, Braafheid, Konko e Bisevac. Questo mercato soddisfa i tifosi laziali? Compresi i più scettici? Dopo le prime due giornate di campionato il calciomercato non soddisfa pienamente la tifoseria per vari motivi. Innanzitutto il capitolo trattato nel peggiore dei modi dal duo delle meraviglie è sicuramente la porta. La Lazio alla terza di campionato si trova con un terzetto titolare che farebbe rabbrividire anche i tifosi del Crotone: Marchetti, Vargic e Strakosha. Il primo ormai da anni non è più sui suoi livelli, registrati per l'ultima volta nell'annata 2012/2013, e anzi spesso e volentieri è il vero tallone d'achille dell'11 titolare come dimostrato nel match di Bergamo; il secondo dal canto suo a quasi trent'anni è alla prima stagione in un campionato degno di questo nome e più volte è stato criticato da Grigioni e Peruzzi: infine il terzo viene da una stagione pietosa a Salerno dove gli è stato preferito Terracciano, uno fra i peggiori portieri in circolazione in Serie B. Eppure non era difficile acquistare un portiere se Storari, tra i migliori italiani, gioca al Cagliari oppure richiedere uno Sportiello come contropartita di Berisha, la cui cessione è un argomento che merita una sezione a parte. L'albanese che in due anni di Lazio ha fatto più danni che miracoli ha addirittura richiesto di essere il portiere titolare, cosa che è suonata quanto mai come un'eresia tanto che la società ha pensato bene di prestarlo all'Atalanta, mossa giusta se fosse arrivato un ricambio, ma data l'assenza del sostituto siamo anche costretti a rimpiangerlo. Per questo mi sento di bocciare totalmente la gestione portieri da parte della nostra pseudo società, che ha al contrario ha lavorato in maniera eccellente sul reparto difensivo. Innanzitutto la società si è resa conto di avere in rosa una difesa da Lega Pro ed ha venduto 3 dei 4 elementi che l'anno scorso sono stati la causa del disastro stagionale, ovvero Mauricio, Bisevac e Gentiletti, io avrei venduto anche Hoedt a mio avviso il peggiore di tutti. Ritrovandosi in rosa con i soli De Vrij, Hoedt e Radu da schierare al centro della difesa, Lotito e Tare hanno pescato un jolly dal mazzo, ovvero Bartolomeu Giacinto Quissanga conosciuto come Bastos e miglior difensore della Lega Russa 2015/2016, autore di una prestazione sublime contro i campioni d'Italia in carica della Juventus, e sono andati "sul sicuro" acquistando Wallace Dos Santos dal Monaco, autore di una buona stagione in Francia. Al loro arrivo io non ero troppo favorevole visto il bisogno della Lazio di avere giocatore affidabili e navigati della Serie A eppure fin'ora hanno fatto una buona impressione soprattutto il primo. Per chiudere il capitolo difesa la Lazio ha acquistato anche un terzino sinistro, ovvero il titolare della nazionale belga Jordan Lukaku. Il ragazzo ha impressionato una buona parte della tifoseria, mentre io sinceramente devo ancora inquadrarlo bene di sicuro sarà meglio di Garrido, Braafheid, Radu adattato e di tutti gli pseudo-terzini sinistri succedutisi dall'era Kolarov. Unica nota stonata il non acquisto di un terzino destro come vice-Basta data la pochezza di Patric e l'alta mole di infortuni del serbo.
A centrocampo sinceramente si poteva e si doveva fare decisamente meglio, innanzitutto peccato per la cessione di Onazi anche se richiesta dal nigeriano perché come centrocampista di interdizione non era male. In seconda battuta mi sento di contestare l'acquisto di Moritz Leitner, anche se ancora da vedere, in qualità di vice-Biglia; un ruolo fondamentale che avrebbe dovuto ricoprire un giocatore esperto, ad esempio un Valdifiori andato al Torino.
Infine sul reparto offensivo bisogna sia elogiare sia criticare. Gli elogi sono tutti per l'acquisto di un vero centroavanti, ovvero Ciro Immobile. Il ragazzo, in passato capocannoniere di Serie B e di Serie A, è un vero attaccante di sfondamento che per modo di giocare mi ricorda moltissimo Bobo Vieri e sarà un degno di erede di Klose, inoltre ripongo molta speranza nelle giocate di Luis Alberto il quale sembra un buon trequartista. Tuttavia la partenza di Candreva andava sostituita con un giocatore di ruolo e decisamente affermato non riponendo speranze in Felipe Anderson, che è la controfigura del giocatore che tutti abbiamo visto, o in Ricardo Kishna, che convince sempre meno, in questo caso si poteva e si doveva fare molto di più. Nel complesso il mercato è stato da sufficienza piena, quindi mi sento di assegnare un 6 e mezzo alla società, pur mancando un vice-Biglia, un vice-Basta, un vice-Immobile ed un portiere titolare.
















venerdì 2 settembre 2016

Ufficiale: Brayan Perea è un nuovo calciatore del Club Deportivo Lugo.

El Coco Perea non riesce ad affermarsi a Formello e ormai risulta essere sempre più una scommessa persa, dato che ormai sono passati 3 anni dal suo acquisto a titolo definitivo dal Deportivo Calì. La stagione 2013-2014 in cui venne lanciato ad oggi è la sua migliore in carriera con due gol in Coppa Italia, due gol in Europa League ed un gol in Serie A. Tuttavi ciò non bastò a convincere mister Pioli e il duo Tare-Lotito che lo spedirono prima in B a Perugia e poi in Ligue 1 al Troyes, dove ha collezionato due gol in due stagione, bottino misero. Per rilanciarsi il colombiano quest'anno ha scelto il Deportivo Lugo, club militante nella Segunda Division Spagnola. Auguro a Brayan di sbloccarsi definitivamente e magari tornare a Roma come giocatore disponibile per la prima squadra.






Ufficiale: Etrit Berisha è un nuovo calciatore dell'Atalanta.

Il duo Lotito-Tare compie un gesto suicida ed invece di comprare un nuovo primo portiere, visto che i 3 portieri della Lazio non sono all'altezza, vende il secondo, promuovendo cosi Vargic a secondo portiere. Questa è la storia di Etrit Berisha, a cui era stato addirittura promesso un posto da titolare, ceduto a titolo temporaneo all'Atalanta nell'ultimo giorno di mercato. Ora io non trovo l'albanese un buon portiere, di poco inferiore a Marchetti, ma allo stesso tempo non reputo Vargic un buon secondo ed a mio avviso la Lazio necessitava di un primo portiere. Staremo a vedere. Ad ogni modo auguro ad Etrit una sstagione esaltante con la maglia dell'Atalanta, che però è partita male trovandosi a quota 0 punti alla seconda giornata.